Psicopedagogia d.ling. Briganti 2010

"Stanza di lavoro della classe" Forum didattico a cura di Floriana Briganti - corso di Psicopedagogia dei linguaggi, att. didattica aggiuntiva Suor Orsola Benincasa Napoli


    lab. arte e disabilità

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    AngelaMolinari

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    Re: lab. arte e disabilità

    Messaggio  AngelaMolinari il Sab Gen 22, 2011 1:27 pm

    “ RAGAZZO STORPIO ” di Ribera:

    La bellezza di questo quadro sta proprio nella sua normalità, nella rappresentazione di un bambino che sorride Smile, nonostante le sue condizioni non del tutto eccellenti, sia fisiche ( ha un problema muscolare al piede ) sia economiche ( come si deduce dai vestiti che porta indosso un po’ sporchi, un po’ rotti… ).
    Secondo me Ribera non vuole certo ridere o far ridere di lui, ma vuole appunto mettere in risalto la sua serenità nella “sventura”…!!

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    Alessandra_Mormone

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    ragazzo zoppo - Ribera

    Messaggio  Alessandra_Mormone il Sab Gen 22, 2011 4:00 pm

    Non ero a conoscenza del fatto che l'arte si fosse interessata così tanto alla disabilità, infatti non conoscevo nessuno dei quadri mostrateci a lezione. Tra questi quello che maggiormwente mi ha colpito, come la maggior parte delle persone presenti, è quello di Ribera, "ragazzo zoppo". Ciò che immediatamente risalta in quest'opera è il sorriso del ragazzino, che nonostante la sventura, specie per una persona ad una così giovane età, come quella di essere zoppo, dimostra fierezza, spensieratezza e niente affatto abbattimento e sconforto.
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    Alessandra_Mormone

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    Anoressia

    Messaggio  Alessandra_Mormone il Sab Gen 22, 2011 4:31 pm

    Anche a me, come a tante altre mie colleghe, la notizia della morte della modella Isabel Caro, protagonista di una forte, quasi shoccante, campagna pubblicitaria contro l'anoressia, ha sicuramente dispiaciuto ma non troppo sorpreso. Questo perkè forse noi abbiamo la fortuna di aver capito la gravità di questa che sempre più si qualifica come malattia devastante. Spesso, infatti ragazzine, spinte dal voler a tutti costi arrivare ad essere uguali a modelli di perfezione di cui sempre più la televisione ci inonda, iniziano quasi con inconsapevolezza corca la reale pericolosità di questa malattia. Come dice la Caro nell'intervista pubblicata da una collega, all'inizio si crede di poterla gestire, ma alla fine ti trovi ad esser travolta da questa tempesta ingovernabile, come nella maggior parte dei casi accade, e come purtroppo è successo anche alla modella in questione, che pur avendo reagito non ce l'ha fatta.
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    Maria Cristina Mezzacapo

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    Isabelle Caro: ''La bambina che non voleva crescere''

    Messaggio  Maria Cristina Mezzacapo il Sab Gen 22, 2011 6:45 pm

    qualche giorno fa guardavo "studio aperto" e ho ascoltato il servizio sulla morte della madre di Isabelle Caro. Non accontentandomi della notizia ho fatto una ricerca per capire meglio il motivo della morte della signora Caro. ho ricercato sul sito"il salvagente.it" ,la notizia data dal padre di Isabelle “Mia moglie – ha rivelato - si è uccisa la settimana scorsa. Non riusciva a farsi una ragione della morte di Isabelle. Si addossava delle colpe terribili, in particolare perché aveva consentito che la figlia venisse ricoverata”.
    “Insieme – ha aggiunto - avevamo progettato una cappella per nostra figlia, adesso diventerà la tomba per mia moglie e mia figlia”.
    La modella è morta a soli 28 anni, nell'ospedale Bichat, dove era stata ricoverata per una grave disidratazione.
    “Il vero scandalo: mia figlia morta per colpa dei medici”
    La modella è morta il 17 novembre scorso, a 28 anni, nell'ospedale Bichat, dove era stata ricoverata per una grave disidratazione.
    Diversamente da quanto era stato annunciato nei giorni scorsi dai media, quindi, Isabelle non sarebbe morta di polmonite. Non solo: la causa del decesso sarebbe nella negligenza dei medici. Sono queste le accuse che il padre della modella ha rivolto all’ospedale. Aggiungendo di aver sporto una denuncia per omicidio colposo contro l’ospedale parigino.
    “L'unica cosa che hanno detto – ha spiegato - è che Isabelle aveva probabilmente non aveva voglia di vivere. E 'uno scandalo enorme”.

    ho ricercato sempre sul sito l malattia e il ricovero di Isabelle:
    La malattia: vittima di anoressia da 12 anni
    La Caro era gravemente anoressica ed era diventata famosa proprio per aver posato nuda in uno spot anti-anoressia di Oliviero Toscani per la marca italiana Nolita, bloccato poi dal Giurì della pubblicità.
    Isabelle Caro, dopo le foto con Toscani, era diventata un caso anche in Italia e aveva concesso una lunga intervista tv per spiegare i suoi problemi con la malattia.
    Vittima di anoressia da 12 anni, dopo un'infanzia che ha più volte definito "travagliata", Isabelle cadde in coma nel 2006, l'anno in cui pesava meno di 25 chili.
    Il ricovero in ospedale
    Aveva deciso di uscirne, annunciando all'inizio di quest'anno di aver raggiunto il peso di 42 chili. Poi, inaspettatamente, il ricovero in ospedale. Da cui non è riuscita a salvarsi. Secondo il padre - che ha presentato contro i medici una denuncia per omicidio colposo - per la negligenza dei sanitari.
    Le foto shock: "Un orrore, ma anche una terapia"
    L'immagine della Caro, che pesava solo 31 chili per 1 metro e 65, nelle foto di Toscani aveva fatto molto discutere in quanto ritenuta troppo esplicita e scioccante (quelle che vedete sono le la foto della campagna).
    Me lei difese con forza quelle immagini, definendole allora una "terapia" contro il male che la stava divorando da troppi anni.
    "Queste foto sono un orrore": disse. "Ho accettato di partecipare a questa campagna per avvisare le ragazze giovani, mostrando loro i pericoli dei regimi, i dettami della moda e le devastazioni dell'anoressia".
    "L'obiettivo è di sensibilizzare attraverso lo shock": sosteneva. "Queste foto senza trucco, e senza trucchi, inviano un messaggio chiaro: ho la psoriasi, il torace scende, il corpo di un anziano .. ".
    Il libro: “La bambina che non voleva crescere”
    Nel 2008, Isabelle Caro ha scritto un libro pubblicato dalle Editions Flammarion "La bambina che non voleva crescere", in cui ha testimoniato la sua battaglia contro l'anoressia.
    Ha raccontato anche la sua infanzia difficile in famiglia, con la madre depressa e un padre assente, l'inizio della sua anoressia all'età di 12 anni e la sua lotta contro la morte.

    Isabelle non è stata l'unica vittima dell'anoressia!!!pultroppo loro hanno paura del cibo!!!




    angela nebiante

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    Re: lab. arte e disabilità

    Messaggio  angela nebiante il Sab Gen 22, 2011 8:49 pm

    Tra i dipinti mostrati in classe uno che mi ha molto colpito è stato ''il ragazzo zoppo'' , ciò che mi ha colpito di questo quadro è stato il sorriro del ragazzo, la sua spontanietà.

    maria esposito

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    Re: lab. arte e disabilità

    Messaggio  maria esposito il Dom Gen 23, 2011 12:35 pm

    Il quadro di Ribera "ragazzo zoppo" ha richiamato la mia attenzione in quanto mette in evidenza con tanta dignità la figura di un ragazzo povero e zoppo, mi ha fatto riflettere sul rispetto della vita, il valore e la magnificenza di un dono cosi grande, che ostacoli di qualunque natura non devono poter disprezzare e sminuire.

    maddalena costanzo

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    La donna barbuta. Ribera

    Messaggio  maddalena costanzo il Dom Gen 23, 2011 2:59 pm

    Tra i quadri visti in classe l'altro giorno c'era anche "La donna Barbuta" di Ribera un quadro che mi ha molto perplessa, soprattutto al primo impatto ma poi subito le mie perplessità sono state sopraffatte dalla maestria dell'artista che riesciuto a trasformare questo anomalo e quasi ripugnante "caso clinico" in una splendida opera d'arte giocando sulla suggestione misteriosa dell’immagine e sulla psicologia dei personaggi: il dramma della donna virile e l’amara rassegnazione del marito sono espressi con commovente intensità. Lo stile invece è prettamente caravaggesco: un fitto, drammatico buio da cui emergono una serie di elementi significativi di stupefacente intensità, sottolineato dalla luce forte e tagliente con una pennellata che modella le forme e suggerisce matericità degli elementi.
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    Maddalena Cefariello

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    LAB ARTE E DISABILITA'"RAGAZZO STORPIO DI RIBERA"

    Messaggio  Maddalena Cefariello il Dom Gen 23, 2011 5:59 pm

    Il quadro del ragazzo storpio di Ribera rappresenta una libertà totale dell' artista di fronte alla trattazione di un tema reso in modo originale e decisamente fuori dalle etichette rappresentative.Il sorriso del ragazzo viene visto come il modo più efficace per superare il male dell' esistenza, la sua condizione di disabilità. I love you

    oly89

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    lab. arte e disabilità

    Messaggio  oly89 il Dom Gen 23, 2011 6:05 pm

    Ribera con il suo quadro "ragazzo zoppo" ha concesso agli storpi e ai disabili una dignità che raramente viene loro conferita.La cosa che più mi colpisce del quadro è che il ragazzino sia stato dipinto mentre sorride ed è proprio questo sorriso che lo fa apparire come un bambino normale e mette in secondo piano il suo difetto fisico.
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    Maddalena Cefariello

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    LAB ARTE E DISABILITA" 'LA DONNA BARBUTA DI RIBERA"

    Messaggio  Maddalena Cefariello il Dom Gen 23, 2011 6:12 pm

    Il pittore con la sua opera "LA DONNA BARBUTA ",col marito ci rende partecipi di un'aberrazione della natura,ritraendo Maddalena VENTURA ,una donna abruzzese maritata e madre di molti figli ,intenta ad allattare l'ultimo nato , pur munita di una faccia totalmente virile,di una folta barba e di un torace egualmente peloso,da cui fuoriesce una mammella gonfia di latte.La maestria dell' artista riesce a trasformare questo anomalo e quasi ripugnante caso clinico in una spendida opera d'arte. cat
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    Maddalena Cefariello

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    LAB ARTE E DISABILITA' ISABELLE CARO

    Messaggio  Maddalena Cefariello il Dom Gen 23, 2011 6:30 pm

    Isabelle Caro :la bambina che non voleva crescere aveva solo 28 anni ,la modella francese,morta il 17 novembre scorso perchè gravemente anoressica.Non è più possibile negare lo stretto legame che negli ultimi anni si è creato tra modelli proposti dalla moda e aumento dell'anoressia tra le giovani :in gran parte problema psicologico,incapacità di accettarsi,insicurezza,ma in parte anche sbagliate influenze sociali e mediatiche, di cui la CARO e le sue tristemente famose colleghe sono diventate il macrabo simbolo.Un esempio?Nelle culture in cui le donne troppo magre non sono apprezzate, come in certi ambienti arabi tradizionalisti, l' anoressia non esiste,mentre qui nei paesi occidentali e "civili",è ancora possibile uccidersi di fame in nome della BELLEZZA.e SONO ANCORA POCHI QUELLI CHE SI PERMETTONO DI DIRE AD ALTA VOCE CHE NON "E' BELLEZZA MA MALATTIA, QUELLA PER CUI QUESTE RAGAZZE MUOIONO. Sad
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    LAB ARTE E DISABILITA 'ANORESSIA

    Messaggio  Maddalena Cefariello il Dom Gen 23, 2011 6:38 pm

    L'anoressia ogni giorno ruba un pezzettino di vita a tante persone.Bambine ,donne adulte e soprattutto adolescenti che ogni giorno si scontrano con il loro corpo che non amano, e vorrebbero modificare con una dieta dimagrante.E' così che spesso inizia il drammatico percorso verso una patologia seria che può portare alla morte. Crying or Very sad
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    LAB ARTE E DISABILITA' "LA DOMOTICA"

    Messaggio  Maddalena Cefariello il Dom Gen 23, 2011 7:00 pm

    Non avevo mai sentito parlare di "DOMOTICA"finchè non ho visto il video in aula.La domotica,non nasce solo per agevolare le persone nell'utilizzo quotidiano del proprio ambiente domestico,migliorandone il comfort e la rapidità di utilizzo ma si pone come fondamentale strumento sociale nel mondo della disabilità.La domotica infatti viene ti impiegata per migliorare la vita di disabili e anziani favorendo un aumento notevole del loro grado di autonomia,e permettendo loro di recuperare l'indipendenza a livello motorio e comunicativo. study
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    Maddalena Cefariello

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    LAB ARTE E DISABILITA' LA DOMOTICA

    Messaggio  Maddalena Cefariello il Dom Gen 23, 2011 7:06 pm

    L'automazione della casa, attraverso il controllo dei dispositivi domestici può essere infatti agevolmente integrata con sistemi di tele-assistenza, tele- soccorso,tele-medicina per consentire al disabile stesso ,di comunicare agevolmente e in maniera costante,non solo con i familiari lontani dalla propria abitazione,ma anche con il proprio medico o con le strutture sanitaria più vicine. I love you I love you
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    Maddalena Cefariello

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    LAB ARTE E DISABILITA' LA DOMOTICA

    Messaggio  Maddalena Cefariello il Dom Gen 23, 2011 7:07 pm

    L'automazione della casa, attraverso il controllo dei dispositivi domestici può essere infatti agevolmente integrata con sistemi di tele-assistenza, tele- soccorso,tele-medicina per consentire al disabile stesso ,di comunicare agevolmente e in maniera costante,non solo con i familiari lontani dalla propria abitazione,ma anche con il proprio medico o con le strutture sanitaria più vicine. I love you I love you
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    Roberta De Lucia

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    Re: lab. arte e disabilità

    Messaggio  Roberta De Lucia il Lun Gen 24, 2011 11:58 am

    Storia di Valentina, suicida a 27anni
    Valentina è morta agli inizi dello scorso ottobre. Ha chiuso alle sue spalle la porta della sua cameretta e tutto il suo mondo è rimasto fuori.
    Valentina ha ingerito quasi cento pasticche di potassio. Erano la sua medicina, le consentivano di riprendere un po’ di energia dopo aver vomitato, permettevano ai suoi muscoli di non crollare del tutto. Vomitava spesso Valentina. Era bulimica. I suoi familiari hanno chiamato il 118. La corsa in ospedale, l’ambulanza a sirene spiegate, i medici che tentano di salvarla.
    Aveva 27 anni, si era iscritta alla facoltà di pedagogia dell’università di Firenze. Voleva diventare dirigente di comunità per persone in difficoltà. Forse questo l’aiutava a combattere meglio la sua battaglia. Ma Valentina ha smesso di lottare. Nella sua ultima scelta di usare le medicine come strumento di morte, c’è un messaggio disperato per rompere il silenzio sulla bulimia. Un silenzio che avvolge un numero impressionante di ragazze che soffrono. Alcune statistiche, come quella della Sisdca, Società italiana per lo studio dei disturbi del comportamento alimentare, parlano di duecentomila ragazze italiane colpite da bulimia e anoressia.
    Anoressia e bulimia nervosa sono la prima causa di morte per malattia tra le ragazze tra i 15 e i 25 anni. Si tratta di disturbi nervosi che alterano il comportamento alimentare. Le ragazze che soffrono di bulimia alternano tentativi di dimagrire con abbuffate e con il vomito indotto. Non pensate a ragazze enormi o particolarmente grasse. Valentina prima di morire pesava poco meno di 60 chili. Si matura un rapporto con il cibo pieno di paure e ossessioni, sensi di colpa che schiacciano e pranzi e cene “espiati” con il vomito.
    Quello italiano è un dramma silenzioso. Spesso le famiglie quasi si vergognano di una figlia malata; questo a causa di un retaggio culturale che porta a considerare bulimiche e anoressiche come ragazze capricciose o tutt’al più malate mentali. E allora il dramma rimane chiuso nelle mura di casa. Un calvario fatto di cibo sotto chiave nelle dispense, di controllo continuo, di domande senza risposta. Anche la storia di Valentina è così. Papà Paolo ha lottato con la figlia fino all’ultimo. Racconta: “Quando le chiedevo ‘Vale, cos’hai?’, lei mi rispondeva ‘Babbo, sto male, ma non so che cosa ho’”. La bulimia è un male dell’anima e della mente. Si mangia per distruggere il cibo, ma poi lo si espelle per non trattenerlo.
    Inizia tutto per caso, quasi in sordina
    Bulimia e anoressia si presentano sottoforma di inappetenza momentanea. “Per mia figlia tutto è iniziato quando era una ragazzina. Aveva 15 anni. I primi segnali preoccupanti ho cominciato ad averli - continua Paolo - perché Vale beveva molta, troppa acqua. E poi un uso di olio esagerato”. È l’inizio di un percorso di sofferenze, di nuove speranze e di nuove delusioni, di questa malattia che fa un passo indietro e tre avanti. E di un sistema sanitario che, nonostante gli sforzi compiuti, ancora non è adeguato per fronteggiare bulimia e anoressia.
    Un calvario nel calvario è il giro della speranza delle varie cliniche e dei vari ospedali specializzati nella lotta alla bulimia e all’anoressia. “Io- continua il suo racconto il papà di Valentina- per fortuna sono in condizioni economiche tali da aver potuto tentare diverse strade sanitarie per curare mia figlia”. Firenze, Milano, Vicenza. “Molti medici preparati- prosegue Paolo- ma anche molta impreparazione che lascia spazio al fai-da-te delle famiglie”.
    Teneva dei diari Valentina, per descrivere e raccontarsi le diete, lo stato fisico ma, soprattutto, quello dell’anima. Lo scorso anno ha scritto una lettera, mai spedita, a Barbara D’Urso, la presentatrice di “Pomeriggio Cinque”, molto impegnata su questi temi. “Mi faccio schifo”, scrive Valentina. Alla luce di quanto è successo dopo, un monito per non lasciare nel silenzio le altre Valentine che soffrono nelle loro camere.

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    Roberta De Lucia

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    Re: lab. arte e disabilità

    Messaggio  Roberta De Lucia il Lun Gen 24, 2011 12:02 pm

    Suicida madre modella anoressica
    La madre di Isabelle Caro, la modella morta per anoressia a novembre, non ha retto al dolore e si è suicidata. Lo ha rivelato il marito Christian: "Mia moglie si è tolta la vita la settimana scorsa - ha detto al quotidiano svizzero 20 Minuten - non riusciva a farsi una ragione della morte di Isabelle. Si addossava colpe terribili, in particolare per averla fatta ricoverare". Subito dopo la morte l'uomo aveva accusato di "negligenza" i medici.
    Isabelle è morta il 17 novembre, a 28 anni, nell'ospedale Bichat, dove era stata ricoverata per una grave disidratazione. "Marie si sentiva in colpa per averla fatta ricoverare", ha detto Christian Caro. Subito dopo il decesso della figlia, l'uomo aveva diffuso un comunicato in cui accusava di "negligenza" il personale medico dell'ospedale e aveva sporto denuncia per omicidio doloso alla procura di Parigi. In particolare accusa i dottori di aver sedato Isabelle per farle degli esami quando "chiunque nelle condizioni di Isabelle non avrebbe dovuto essere sedato, ogni medico dovrebbe saperlo".
    L'uomo ha attribuito anche alla stampa la responsabilità di aver alimentato i sensi di colpa della moglie, soprattutto in un'intervista a Oliviero Toscani che, nel 2007, aveva reso celebre Isabelle fotografandone il corpo scheletrico e facendola testimonial della lotta contro l'anoressia, di cui soffriva da quando aveva 13 anni.
    In un'intervista rilasciata sempre a 20 Minuten dopo la morte della modella, Toscani aveva giudicato Isabelle "molto egoista e molto presa da se stessa. Non ha mai capito che non era una modella - aveva detto Toscani - era una ragazza malata e in fase terminale, pensava di avere successo come attrice, ma si era montata la testa. Era diventata vittima di se stessa usando i media". Parole definite scandalose dal padre soprattutto se riferite ad una persona appena morta.
    Nel 2008 era uscita l'autobiografia di Isabelle, "La ragazzina che non voleva ingrassare", dove la giovane raccontava di una famiglia composta da un padre assente e da una madre iper-protettiva che, per difenderla da ogni possibile minaccia del mondo, l'aveva praticamente reclusa in casa, impedendole di frequentare la scuola e le amicizie, persino di uscire in giardino e coprendola di giocattoli ed attenzioni, quasi per paura che crescesse.


    maria benadduce

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    Anoressia: dimagrire per piacere o per piacersi?

    Messaggio  maria benadduce il Lun Gen 24, 2011 1:28 pm

    Isabelle Caro è una ragazza francese di 26 anni con una lunga storia di sofferenza alle spalle che non ha proprio nulla a che fare con la voglia di fare la modella. Isabelle nasce piccola e delicata e di questa sua gracilità la madre va particolarmente fiera perchè è l'unico legame rimasto tra Isabelle e il suo vero padre. Questa gracilità viene continuamente incoraggiata a protetta: Isabelle è costretta a indossare scarpe e vestiti piccoli, non può uscire di casa perchè "l'aria fa diventare grandi" e quando è costretta a farlo, la madre la ricopre di sciarpe a proteggere il viso. A 6 anni la madre di Isabelle, insegnante, decide di non mandarla a scuola insieme agli altri bambini ma di tenerla a casa a studiare sotto la sua guida. Unico svago concesso le lezioni di violino, che Isabelle prende nella sua stessa casa da un insegnante di musica privato.Isabelle ha vissuto 15 anni pieni di diete e digiuni,dolore e rinunce.15 anni che hanno lasciato sul corpo di Isabelle i segni della dura lotta, della guerra piu aspra: 31 chili di ossa, psoriasi, lanugine bionda su tutto il corpo e nera sotto gli zigomi..i segni distintivi del male che l'ha investita e che cerca di annientarla: l'anoressia.
    Isabelle racconta la sua storia nel libro "La ragazza che non voelva crescere",e leggendolo si scopre che è simile a quella di moltissime giovani.Isabelle voleva guarire. L'aveva scritto nel suo blog: "Sono arrivata a pesare 25 chili per un metro e 65 di altezza. Ora la bilancia segna 31. So che guarirò, perché amo la vita e la natura".
    Sinceramente penso che non sarebbe potuta guarire. Purtoppo è una malattia crudele che nasce dal rifiuto del corpo...dalla volontà di rendere visibile agli altri la propria sofferenza tradotta in magrezza,una fiera magrezza.

    maria benadduce

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    Re: lab. arte e disabilità

    Messaggio  maria benadduce il Lun Gen 24, 2011 1:43 pm

    La domotica svolge un ruolo importante nel rendere intelligenti apparecchiature, impianti e sistemi. Ad esempio un impianto elettrico intelligente può autoregolare l'accensione degli elettrodomestici per non superare la soglia che farebbe scattare il contatore.La domotica, costituisce un argomento che non mi è mai capitato in nessun corso frequentato all'Università, pur se presente nell'aria come qualcosa che stesse arrivando, ma dì cui nessuno conoscesse forma e significato. In un primo momento mi sono trovato quindi ad avere a che fare con un tema a me totalmente estraneo che sembrasse trovare applicazione solo nelle residenze di lusso, per i costi e per il livello di conoscenza sull'argomento, direi limitato. Domotica e disabilità, vengono a costituire una relazione ed un'applicabilità della prima, per rendere tangibile la connessione tra la tecnologia ed il "bisogno" di quest'ultima. Questo lavoro non afferma assolutamente che Un sistema domotico non afferma assolutamente che possa riconoscere a tutti i bisogni di una persona disabile, ma tende a mostrare alcune possibiltà utili a rendere realizzabili le attività domestiche.La tecnologia e gli altri sistemi innovativi per disabili costituiscono cornice importante a completare in modo meno invasivo possibile l'interazione tra il disabile e ciò che gli sta intorno.

    Rosa Di Nitto

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    Re: lab. arte e disabilità

    Messaggio  Rosa Di Nitto il Lun Gen 24, 2011 2:32 pm

    Uno dei quadri che mi ha colpito è "ragazzo storpio" di Ribera.Il mio sguardo si è focalizzato soprattuto sul sorriso e nei suoi occhi che mi hanno trasmesso serenità e voglia di vivere. Ribera ha scelto quaesto soggetto per rappresentare la napoli in modo caratteristico e popolare, e che non c'è bisogno della perfezione per rappresentare un qualcosa.
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    valentina carbone

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    Re: lab. arte e disabilità

    Messaggio  valentina carbone il Lun Gen 24, 2011 3:13 pm

    Ricordo perfettamente la campagna pubblicitaria di Oliviero Toscani con Isabelle Caro. Vedendo quegli enormi cartelloni non si poteva restare indifferenti, non potevano non portarti ad una riflessione sulla vita e sulla faciltà con cui la si può perdere. L'immagine ovviamente era un'esplicita lotta all'anoressia e mi auguro che nessuna ragazzina abbia osservato quella pubblicità con la speranza di emularla.
    Ho cercato su internet ulteriori informazioni sul caso di Isabelle Caro e ho visto un'intervista, di un'emittente francese, nella quale Isabelle parlava della sua malattia. Nel suo caso non si vedeva in sovrappeso ma voleva semplicemente smettere di crescere perchè la mamma voleva che rimanesse bambina. Ho appreso, inoltre, che la madre dopo poco si è tolta la vita per i sensi di colpa. Si è creata una situazione di dramma nel dramma.
    Ritengo che tutto ciò ci debba portare ad una riflessione sul valore della vita e sull'importanza di malattie come l'anoressia, la bulemia ed anche l'obesità. Queste malattie del nuovo millennio non vanno sottovalutate e bisogna intervenire il prima possiblie con aiuti psicologici oltre che medici per aiutare tutti coloro che ne soffrono. Non ci si può consumare e rinunciare alla cosa più importante che ci è stata donata...la vita!!!

    leandra mellino

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    Re: lab. arte e disabilità

    Messaggio  leandra mellino il Lun Gen 24, 2011 8:55 pm

    non riesco a immaginare che preziosa fragilità posseggano anime come Isabelle....è in momenti come questo che spero che esista un posto migliore.........dove possano trovare pace e riscatto..
    chissà...forse per lei era troppo tardi,quando ha detto si alla vita ha fatto solo in tempo a regalare la sua sofferenza a tutti noi.Soprattutto ad altre ragazze/ragazzi che ora soffrono quello che lei ha sofferto...per questo mi sento di chiedere a queste persone di cogliere il dono di Isabelle!
    sono convinta che chi riesce a fare così tanto male a sè stesso,arrivando ad annientarsi a rifiutare il dono della vita, usando questa profondità in positivo può fare miracoli per sè stesso e onorare la propria vita più della maggior parte delle persone ...invertite i vostri sforzi...in positivo.
    Il mondo non sempre è un bel posto in cui stare....ma è il migliore che conosciamo...l'unica certezza che abbiamo....teniamola stretta!!si può imparare ad amarsi
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    filomena talente

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    Re: lab. arte e disabilità

    Messaggio  filomena talente il Lun Gen 24, 2011 10:01 pm

    I due quadri che maggiormente mi hanno colpito sono stati: la donna barbuta e il ragazzo storpio, entrambi di Ribera. Il primo perchè sono espressi con commovente intensità sia il dramma della donna virile che allatta il figlio, sia l'amara rassegnazione del marito a ciò; il secondo perchè se nn fosse per i piedi un pò malandati del ragazzo, non me ne sarei proprio accorta del fatto che fosse storpio. Inoltre sempre nel secondo quadro è bello vedere il sorriso che dispensa un ragazzino che è per strada a chiedere l'elemosina.

    clara esposito

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    Re: lab. arte e disabilità

    Messaggio  clara esposito il Lun Gen 24, 2011 10:42 pm

    L'anoressia sta diventando un problema sempre più grave, che ormai colpisce non solo le adolescenti, ma anche le bambine, così ingenue ma così influenzabili. Vi racconto un episodio che mi colpì: una maestra di danza, rivolgendosi ad una bambina di 7 anni, le disse che doveva dimagrire, perchè era troppo tonda per ballare...dopo un ò ho rivisto quella bambina e dei suoi bellissimi occhi vivaci erano rimasti due occhi spenti.Come sono possibili certe situazioni? Non basta, secondo me, l'informazione: è necessario che ogni persona si assuma la responsabilità di ciò che fa, evitando di creare danni irreparabili.
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    alessiadipalma

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    Re: lab. arte e disabilità

    Messaggio  alessiadipalma il Mar Gen 25, 2011 11:10 am

    Alla vista del quadro,Otto Dix "Giocatori di Skat", non sono riuscita ad analizzare bene il quadro. L'immagine proiettatami era per me troppo scura, difficile da poter analizzare i dettagli. Solo dopo la spiegazione della docente sono riuscita ad analizzare le caratteristiche del quadro. Tre sono i personaggi raffigurati, ognuno con una propria disabilità( braccia di legno- occhio di vetro- assenza degli arti inferiori- mancanza del naso). Quello che mi ha colpito di più, è come i diversi personaggi, ognuno con una propria disabilità, riescano a eseguire un'attività così comune ossia "di giocare a carte" senza essere ostacolati.

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    Re: lab. arte e disabilità

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