Psicopedagogia d.ling. Briganti 2010

"Stanza di lavoro della classe" Forum didattico a cura di Floriana Briganti - corso di Psicopedagogia dei linguaggi, att. didattica aggiuntiva Suor Orsola Benincasa Napoli


    lab. arte e disabilità

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    Costanzo Rosaria

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    Re: lab. arte e disabilità

    Messaggio  Costanzo Rosaria il Mer Gen 26, 2011 4:56 pm

    Riguardo ai quadri che la prof ci ha mostrato ho fatto una considerazione per ognuno seguendo una scheda di analisi che ci ha fornito.Per quanto riguarda il quadro del "RAGAZZO ZOPPO",esso dal mio punto di vista rispecchia pienamente il concetto di bellezza,in quanto è già bello guardarlo ed anche perchè come noi tutti sappiamo difficilmente viene concesso tanto onore e tanta dignità ad un ragazzo del genere, ed è per questo che sono meravigliata ed entusiasta da questo ritratto.Con esso l'autore voleva esprimere tutta la sua libertà nel trattare un tema reso in modo originale e fuori dalle etichette rappresentative, infatti per questo raffigura un ragazzo che non si è lasciato abbattere dal brutto scherzo giocatogli dalla natura, ma sorride annullandolo e con ciò che dice l'autore, ritorniamo a quello che ho appena detto prima e cioè che è difficile vedere raffigurata una tale persona, siccome in qualunque cosa si faccia, si va alla ricerca della perfezione.

    "LA DONNA BARBUTA".
    Nell'osservare questo quadro, tra le tante domande forniteci dalla prof, mi sono soffermata ad analizzare queste tre: 1)Cosa rappresenta? 2)Cosa trasmette? 3)Concetto di mostruosità? Per quanto riguarda la prima, ritrae Maddalena Ventura, una donna abruzzese, cui spuntò una barba fluente durante una gravidanza a 37anni e allatta il figlio con una sola mammella. Per quanto riguarda il secondo quesito, non mi ha trasmesso affatto gioia, ma solo paura, infatti nel momento in cui la prof l'ha mostrato, sono rimasta per un'pò di tempo con gli occhi fissi sull'immagine a causa della mostruosità che ho notato in due elementi particolari: seno e barba.Dunque dal mio punto di vista questo concetto di mostruosità è presente nel seno e nella barba.

    "LA BALLERINA ANITA BERBER".
    A prima vista, le tre domande sulle quali ho focalizzato subito la mia attenzione sono state:
    1)Cosa rappresenta? 2)Cosa intendeva l'autore? 3)Emozioni positive o dolore?
    Esso rappresenta una star scandalosa e consumata, che gioca con le sue forme, intrappolando il pubblico in un gioco proibito.L'autore con questo quadro ha voluto trasmettere al pubblico il messaggio della malattia. Questo ritratto mi ha dato emozioni positive, in quanto ho notato che mostra tanta forza di carattere e tanto coraggio, nel farsi ritrarre così.

    "I GIOCATORI DI SKAT".
    Questo quadro raffigura tre militari, dopo il primo conflitto mondiale che giocano a carte. Mi ha trasmesso emozioni positive soltanto a guardarlo, siccome in esso queste tre persone, nonostante le loro condizioni, giocano a carte quindi è da apprezzare la loro voglia di vivere e di andare avanti.Concludendo per quanto riguarda il cosa intendeva l'autore, sinceramente non ho capito dove vedeva la disabilità, perchè per me sembrano tre persone che giocano a carte.
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    Re: lab. arte e disabilità

    Messaggio  filomena iacono il Mer Gen 26, 2011 5:24 pm

    [quote="filomena talente"]I due quadri che maggiormente mi hanno colpito sono stati: la donna barbuta e il ragazzo storpio, entrambi di Ribera. Il primo perchè sono espressi con commovente intensità sia il dramma della donna virile che allatta il figlio, sia l'amara rassegnazione del marito a ciò; il secondo perchè se nn fosse per i piedi un pò malandati del ragazzo, non me ne sarei proprio accorta del fatto che fosse storpio. Inoltre sempre nel secondo quadro è bello vedere il sorriso che dispensa un ragazzino che è per strada a chiedere l'elemosina.

    Condivido pienamente il pensiero della mia collega. Anche io ho provato le medesime sensazioni nel vedere le due immagini.

    Emanuela Nespoli

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    Re: lab. arte e disabilità

    Messaggio  Emanuela Nespoli il Mer Gen 26, 2011 5:34 pm

    Concordo con le colleghe nel ritenere il quadro di Jose Ribera molto emozionante.Lo storpio simboleggia la misericordia e la povertà,considerate dalla Chiesa come massime virtù. Il sorriso aperto del fanciullo trasmette il modo più efficace per superare i mali dell'esistenza: sorridendo mentre riceve l'elemosina.

    denise di rubba

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    Re: lab. arte e disabilità

    Messaggio  denise di rubba il Mer Gen 26, 2011 5:56 pm

    Tra i quadri che abbiamo visionato , quello che mi ha colpito di più è stato "Ragazzo zoppo" di de Ribera. Appare coraggiosa la scelta di rappresentare come soggetto di un quadro , un ragazzo zoppo che non rispecchia i soliti canoni di bellezza che in molti quadri siamo stati abituati a ritrovare protagonisti. La particolarità di questo quadro che mi ha colpito non sono i toni tristi, la disperazione, la diversità ma il sorriso del ragazzo che sembra dimostrare la forza di chi non si è arreso ne si è lasciato sopraffare dalla diversità. Il suo sorriso è l'espressione della forza interiore, del coraggio di chi sa di essere diverso ma non fa di questo un problema e un punto di debolezza.
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    Re: lab. arte e disabilità

    Messaggio  virginiaIacono il Mer Gen 26, 2011 6:35 pm

    I quadri che hanno catturato la mia attenzione sono stati"il ragazzo zoppo" e la "donna barbuta" entrambi dello spagnolo Ribera.
    Ma questi due quadri hanno suscitato in me delle diverse sensazioni.
    Mentre il primo ha suscitato gioia nel vedere un ragazzo che continua a sorridere alla vita nonostante le avversità che quest'ultima gli ha riserbato,il secondo invece ha suscitato in me una sensazione di turbamento in quanto non riuscivo a capire per quale motivo non provavo dolcezza dinanzi ad un "atto" a mio avviso il più bello del mondo: "l'allattamento" e solo dopo aver riflettuto ho capito che quella visione andava contro la mia natura, perchè pur sapendo che quella raffigurata fosse una donna,io riuscivo a vedere solo un uomo da una lunga barba con una mammella da fuori e la mia attenzione si focalizzava solo su questo aspetto del quadro, cancellando tutto quello che c'era attorno,persino il bambino.

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    Re: lab. arte e disabilità

    Messaggio  teresa caruso il Mer Gen 26, 2011 7:17 pm

    Nel quadro "Ragazzo zoppo" di Ribera, la bellezza sta nel sorriso del bambino,che rispecchia la sua grande forza d'animo e la sua capacità di reagire alle sofferenze che la vita gli ha dato. Ribera ha trattato un tema originale e fuori dalle etichette rappresentative.Osserva il piccolo mendicante come se si trovasse di fronte ad un personagio di grande importanza; infatti il ragazzino occupa tutto lo spazio della tela ed è osservato da una posizione ribassata che conferisce al suo corpo deforme un'insolita monumentalità.
    L'altro quadro che mi ha colpita è "Anita Berber" di Otto Dix. L'immagine è quella di una donna vestita di rosso, magrissima,dal trucco pesante,al punto che sembra quasi anziana. Tutto questo ci fa comprendere la diversità della Berber, prima ballarina a danzare nuda nella Germania di Weimer, diventata rapidamente celebre per il suo essere scandalosa, ambigua, bisessuale e per il suo smodato uso di droghe e che morì all'età di soli 30 anni. Dix coglieva ed evidenziava ogni piccolo particolare, come per esempio le stropicciature del vestito e lo faceva proprio per far si che tutti riuscissero a vedere e capire ciò che lui voleva comunicare: il dolore, la frustrazione, le passioni sfrenate e cogliere la graffiante bruttezza di un’ umanità più sgangherata e disarmante di una società corrotta.

    AmeliaScalzone

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    Re: lab. arte e disabilità

    Messaggio  AmeliaScalzone il Mer Gen 26, 2011 7:28 pm

    Durante la lezione l'immagine che ha attirato la mia attenzione è stata la foto di Isabelle Caro per una campagna contro l'anoressia. Isabelle ha fatto questa campagna per abbattere la convinzione che la bellezza non è sinonimo di magrezza.

    FilomenaFabozzi

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    Re: lab. arte e disabilità

    Messaggio  FilomenaFabozzi il Mer Gen 26, 2011 7:31 pm

    Isabelle Caro attraverso la sua campagna pubblicitaria ci ha voluto dimostrare che essere belli non impone essere magri.

    Settembre Patrizia

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    Commento al quadro di Ridera

    Messaggio  Settembre Patrizia il Mer Gen 26, 2011 8:23 pm

    Ridera,nel suo quadro in cui viene raffigurato un ragazzo storpio, affronta un tema decisamente originale, in quanto, difficilmente nel campo dell'arte si è data tanta dignità ad un personaggio affetto da malformazione fisica.A mio giudizio ciò che colpisce del dipinto è il sorriso di questo povero fanciullo,il quale nonostante la sua condizione riesce a trasmettere un atteggiamento positivo verso la vita.
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    alessandra.golia

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    Re: lab. arte e disabilità

    Messaggio  alessandra.golia il Mer Gen 26, 2011 8:36 pm

    Il quadro di José de Ribera "Ragazzo zoppo", mi ha trasmesso ne un 'emozione di gioia ne di dolore, ma la sensazione di come se quel sorriso che accenna fosse per lo più una forzatura da parte di chi gli ha chiesto di mettersi in posa per essere ritratto e quindi un espressione quella del ragazzo non naturale.


    angela nebiante

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    Re: lab. arte e disabilità

    Messaggio  angela nebiante il Mer Gen 26, 2011 8:44 pm

    Negli ultimi giorni,nella mia mente si raffigurava sempre piu insintentemente il dipinto della donna barbuta.La cosa che mi ha colpito in modo particolare non e°la sua barba ,quindi la sua diversita ripetto al voto di una donna °normale°,ma il gesto che sta compiendo va oltre ogni cosa e supera ogni diversità esprimendo il sentimento piu° puro che possa esistere , l amore di una madre verso un figlio.

    angela nebiante

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    Re: lab. arte e disabilità

    Messaggio  angela nebiante il Mer Gen 26, 2011 8:49 pm

    Negli ultimi giorni,nella mia mente si raffigurava sempre piu insintentemente il dipinto della donna barbuta.La cosa che mi ha colpito in modo particolare non e°la sua barba ,quindi la sua diversita ripetto al voto di una donna °normale°,ma il gesto che sta compiendo va oltre ogni cosa e supera ogni diversità esprimendo il sentimento piu° puro che possa esistere , l amore di una madre verso un figlio.
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    assisani patrizia

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    Re: lab. arte e disabilità

    Messaggio  assisani patrizia il Mer Gen 26, 2011 9:04 pm

    Il quadro che più mi ha colpito è " Ragazzo zoppo" di Ribera,mi ha colpito subito il suo sorriso. E' uno scugnizzo napoletano che il Ribera ritrae nella sua quotidianeità. L'intenzione non è quello di deriderlo o far ridere di lui, bensì vuole lodare la sua contentezza seppure nella sventura.

    assunta marchesano

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    Re: lab. arte e disabilità

    Messaggio  assunta marchesano il Mer Gen 26, 2011 9:23 pm

    TRA I QUADRI PROPOSTI QUELLO KE HA MAGGIORMENTE COLPITO LA MIA ATTENZIONE è IL QUADRO "RAGAZZO ZOPPO" DI RIBERA.RIBERA RIESCE A RAPPRESENTARE SOGGETTI CHE PUR NON ESSENDO OGGETTIVAMENTE BELLI RIESCONO A TRASMETTERE BELLE EMOZIONI...IL SORRISO DEL RAGAZZINO KE EMERGE IN PRIMO PIANO IN QUEST'OPERA è A MIO AVVISO L'ELEMENTO FONDAMENTALE DI QUESTO DIPINTO, SI IMPONE SOVRANO SULLA SCENA E MI FA RIFLETTERE SU UN TEMA DI CUI ABBIAMO TANTO PARLATO AL CORSO...LA BELLEZZA.LA BELLEZZA PER ME è CIO KE EMERGE DA QUESTO DIPINTO : RIUSCIRE A TRASMETTERE BUONE SENSAZIONI PUR NON TRATTANDOSI DI UN SOGGETTO OGGETTIVAMENTE BELLO.

    assunta marchesano

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    Re: lab. arte e disabilità

    Messaggio  assunta marchesano il Mer Gen 26, 2011 10:53 pm

    inoltre mi sembra doveroso commentare la vicenda di Isabelle caro, la modella francese morta per anoressia...Mi era già capitato di vedere il suo manifesto per la campagna contro l'anoressia...ovviamente la prima impressione non è stata bella, anzi provavo quasi ribrezzo verso quel corpo ormai sfigurato...Ma riflettendo bene anche in quella figura c'è la bellezza...essa sta ne l fatto che Isabelle abbia prestato il suo corpo segnato dalla malattia per salvaguardare quella delle altre ragazze...per farle riflettere a non prendere la sua stessa strada...e ritengo che non ci sia cosa più bella di passare oltre se stessi per il bene degli altri...

    DI LEONE ILARIA

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    Re: lab. arte e disabilità

    Messaggio  DI LEONE ILARIA il Mer Gen 26, 2011 11:05 pm

    Il quadro di Ribera, ragazzo zoppo è un quadro impressionante per la gaiezza del protagonista nella sventura. Nonostante l'evidente difetto fisico, al protagonista l'autore sembra dichiarare la sua solidarietà, ponendolo al centro della scena con il suo sorriso beffardo.
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    federica mincione

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    Re: lab. arte e disabilità

    Messaggio  federica mincione il Gio Gen 27, 2011 12:04 am

    Karl Popper nel 1994 parlava della "cattiva maestra televisione". Vorrei sottolineare infatti come ci sia un grande controsenso veicolato dai mass media: da un lato l'eccessiva attenzione al bisogno di ovviare alle cattive abitudini alimentari, come obesità, anoressia e bulimia; ma dall'altro sono proprio i mezzi di comunicazione che favoriscono una campagna pubblicitaria che incoraggia queste patologie. Numerosi sono infatti i dibattiti su come e quanto la tv influisca sul nostro modo di essere e di pensare attraverso la presentazione di stili di vita che vanno ad influenzare ragazzi in via di maturazione e con la necessità di conformarsi ai propri simili.
    Da un lato la pubblicità diffonde l'idea di un corpo femminile bello esclusivamente se magro; dall'altro quasi senza che ce ne rendiamo conto grande risalto viene dato al consumo di snack, dolciumi, alcolici, che ovviamente richiamano ad una condizione di sovrappeso. Ecco perchè c'è bisogno di insegnare a leggere in modo intelligente i messaggi a cui i ragazzi di oggi sono sottoposti costantemente.
    Le fonti di informazione (tv, riviste, internet) sono sempre più fondate sul mondo dell'apparenza e dell'esteriorità che non su contenuti o messaggi costruttivi per il senso critico dell'individuo. Questi mezzi giocano un ruolo importante nei problemi legati all'immagine corporea negativa, al modo scorretto di alimentarsi e alle pratiche non salutari per il controllo del peso. Il corpo perfetto è diventato così l'ideale di riferimento ed un modo considerato basilare per emergere nella vita; peraltro questo ideale non viene presentato come sarebbe opportuno e cioè effettivamente irraggiungibile perchè frutto della fantasia. Non viene mostrato infatti il lavoro che si nasconde dietro queste immagini uniformate all'insegna della magrezza, non si parla dell'esercizio fisico, delle restrizioni alimentari, delle operazioni di trucco e di fotomontaggio che portano a tale risultato finale. I media illudono che sia possibile con un pò di volontà raggiungere questo ideale!

    Volevo mostrarvi un "articolo" che ho trovato molto interessante e simpatico:
    "Quante volte abbiamo spalancato la bocca davanti ad un manifesto pubblicitario che mostrava una donna bellissima che ci guardava fisso con due occhioni da gatta selvatica e un corpo mozzafiato?
    Ecco... Molte di quelle creature meravigliose non esistono! Cioè, esistono ma sono più normali di quello che appaiono nelle pubblicità, magari hanno imperfezioni della pelle, brufoli, un seno che accusa la forza di gravità, un rotolino di troppo, eccetera.
    Solo l'abile mano di un grafico può rendere meravigliose e "perfette" queste donne! Eccone un esempio, tratto da uno spot della DOVE.
    Buona visione e w la normalità!"
    https://www.youtube.com/watch?v=iYhCn0jf46U

    Per concludere volevo fare un'ultima osservazione. E' palese che il confronto tra il proprio aspetto e quello di modelli stereotipati di bellezza, rappresentati da top model o fotomodelle, provoca un'insoddisfazione e un'abbassamento del tono dell'umore nella maggioranza delle donne. Quindi... Si parla tanto delle donne islamiche come vittime della schiavitù e della mentalità maschilista di quei paesi; ma a questo punto mi chiedo... Non dovremmo ritenerci anche noi vittime di questi lavaggi del cervello, schiave di questi ideali irraggiungibili e sempre insoddisfatte del nostro aspetto???! secondo me da questo punto di vista, così tanta differenza poi non c'è!!

    maddalena costanzo

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    Otto Dix "Ritratto di Anita Berber"

    Messaggio  maddalena costanzo il Gio Gen 27, 2011 1:16 am

    Tra i diversi quadri visti in aula c'era anche il dipinto di Otto Dix, ritratto della ballerina Anita Berber
    1- Volto deforme, espressione dura e assente;
    4-l'autore intende rappresentare l'umanità rappresentandone però la parte più corrotta;
    9-Il ritratto è realizzato in modo cinico,feroce.Le piaghe del vestito, il trucco ed il portamento rilevano l'anima del personaggio rappresentato.

    Carmela Capasso

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    Re: lab. arte e disabilità

    Messaggio  Carmela Capasso il Gio Gen 27, 2011 11:03 am


    cosa possiamo dire dei quadri propostici a proposito di bellezza, normalità o mostruosità? cosa esprimono fra questi? Dipende dall’ottica con cui li guardiano. Soffermiamoci allora dapprima sui due quadri di Ribera e poi quelli di Otto Rix.
    Nel Ragazzo zoppo di Ribera lo scugnizzo rappresentato esprime con il suo sorriso il suo stato d’animo, di ragazzo fiero e valoroso, di condottiero che affronta la vita con serenità di fronte alle adifficoltà. La sua deformità non si vede, l’occhio è catturato dal suo sguardo che esprime tutta la dignità di un ragazzo continua a vivere la sua vita . Cosa può esserci di più bello di un ragazzo che vive appieno la sua vita?
    Nella donna barbuta, l’iniziale difficoltà nel comprendere se si tratti di un uomo o una donna ha lasciato il posto ad una sensazione di sofferenza esprimibile dal volto passivo della donna, forse amareggiata dalla sua condizione di vita. Nonostante ciò la sua femminilità appare chiara nell’atto di allattare il suo bambino. In quell’atto qualsiasi volto si perde, esistono solo due corpi che reclamano amore e dolcezza in cui gli occhi del bambino si perdono in quello della madre. Quanto detto non sembra però essere espresso da questi volti : sembra quasi che la donna posta in primo piano rispetto al marito voglia mostrarsi agli altri in tutta la sua contraddizione, ma come fenomeno da baraccone piuttosto che come una donna che ha bisogno di esternare la su condizione e di elaborala anche con l’aiuto degli altri. Forse ciò che vorrebbe è essere accolta così come’è ma non essere messa in esposizione. Questo quadro fa pensare a molti episodi, legati anche all’attualità, di persone che presentando evidenti particolarità non trovano altro modo di essere inclusi in società se non quello di esporsi come fenomeno, quasi come se questo fosse l’unico modo attraverso cui possano essere accettati dalla società..essere dentro a tutti i costi piuttosto che fuori…. O forse è la società che offre loro solo queste modalità di essere dentro… e su questo dovremmo interrogarci…

    Nei giocatori di Skat di Otto Rix, viene evidenziata a mio avviso, la condivisione di un momento di ilarità, i giocatori sorridono e sembrano divertirsi nonostante le loro deformità dovute alla guerra, che secondo me sono in secondo piano rispetto al momento della condivisione e della volontà di voler continuare a vivere nonostante tutto….La bellezza sta nei loro sorrisi….
    Ci veniva chiesta la nostra opinione a proposito di mostruosità.. ecco io l’ho ritrovata nel ritratto di Anita Erber. I toni accesi del rosso contrastano con il viso pallido e spento e con gli occhi nascosti da un trucco evidente. Si evidenzia una posa falsa , di chi ha bisogno di ostentare sicurezza e fierezza laddove esistono invece insicurezze, solitudine e forse paura. Una posa teatrale che finisce nel momento in cui si spengono le luci del sipario. Una volta spente quelle luci , le luci interiori non si accendono e lei resta nel buio della solitudine e dell’angoscia e della dipendenza da un’ affetto che probabilmente non ha mai ricevuto e che fortemente desidera. Ecco la bellezza sta nel viso di chi ama ed è amato. Ma in questo viso essa non appare. Appare a mio avviso la mostruosità una condizione di vita sorretta dalla solitudine dell'anima.
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    Maria Domenica Dongiacomo

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    Re: lab. arte e disabilità

    Messaggio  Maria Domenica Dongiacomo il Gio Gen 27, 2011 11:12 am

    rivedendo dal mio computer i quadri, riesco a vederli meglio, riesco a vedere molti dettagli che dalla proiezione non riuscivo a vedere, mi riferisco in particolare al quadro di Otto Dix "giocatori di skat". a primo impatto a differenza degli altri, come "ragazzo zoppo" o "la donna barbuta", non mi trasmette angoscia, forse perchè è ricco di colori. In aula nn avevo notato tutti quei dettagli davvero molto significativi, penso ke l'autore abbia voluto comunicare che anche le persone che hanno delle diversità, in questo caso delle menomazioni, possono svolgere a modo loro quello che facciamo anche noi... Cercando su internet ho visto anche altri quadri di Otto Dix, e ho scoperto che forse è uno dei pochi che ha dipinto questi soggetti, perchè non ne ho trovati altri, perchè nella società di oggi, come in quella passata, non si fa altro che dipingere "il bello". Almeno dagli studi di storia dell'arte del liceo, ricordo che ad un certo punto molti artisti si resero conto che le cose più piacevoli da guardare erano più apprezzate, perchè le cose brutte dovevano essere nascoste... ed ecco che nasce la venere di botticelli, la gioconda, dei quadri di straordinaria bellezza, ma solo rappresentanti corpi aggraziati, normali, e belli. Quando sono stata alla galleria degli Uffizi a Firenze invece, ricordo il quadro "il Duca Federico da Montefeltro e per la sua sposa Battista Sforza": due volti rappresentati di profilo, secondo la tradizione classica della medaglistica e delle monete antiche, ma secondo le attuali ipotesi, si pensa che il duca abbia deciso di essere ritratto in questo modo x nascondere una malformazione che aveva sull'altra parte del viso. A tutti i costi quindi si voleva nascondere ciò che non rispondeva ai canoni di bellezza. X questo apprezzo tantissimo questi pittori, che non si vergognano a rappresentare soggetti diversi, nonostante possano non piacere. Stesso discorso vale per il quadro "donna barbuta". La avverto come una denuncia che i pittori vogliono fare, un voler dire "anche loro meritano di essere rappresentati nei quadri", perchè sono parte integrante della città!
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    Maria Domenica Dongiacomo

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    Re: lab. arte e disabilità

    Messaggio  Maria Domenica Dongiacomo il Gio Gen 27, 2011 12:15 pm

    Si è tolta la vita la madre della modella anoressica morta lo scorso 17 novembre. Il marito rivela: "Distrutta dai sensi di colpa". La donna non si perdonava il ricovero della ragazza, ma anche il rapporto conflittuale nell'adolescenza .
    cercando su internet altre notizie sulla modella Isabelle Caro, leggo da un articolo che la mamma della modella nolita si è tolta la vita, distrutta dai sensi di colpa. Nella stessa pagina di ricerca vedo questo video:
    http://dailymotion.virgilio.it/video/x3jh5g_modella-anoressica-muore-in-israele_news
    una modella anoressica che non si regge sulle gambe

    poi vedo questo:
    https://www.youtube.com/watch?v=xAm52H2jwzw&feature=related
    un video scandaloso, 23 motivi per essere magra... vi consiglio di leggerlo perchè secondo è il punto fondamentale per capire l'anoressia.

    e poi https://www.youtube.com/watch?v=VWt4OTPC5o8 ecco che le ragazze ridotte in pelle e ossa, non contente xkè si vedono sempre grasse, finiscono con l'essere davvero senza forme, senza espressione, a non riescono a reggersi sulle gambe!!!!!!


    Mi viene da chiedermi... Perchè la magrezza è bellezza? Non hanno forme, non hanno colore, non hanno niente di bello... perche' la società ha imposto questa visione della bellezza?
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    rosadagostino

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    Re: lab. arte e disabilità

    Messaggio  rosadagostino il Gio Gen 27, 2011 1:22 pm

    Il quadro che mi ha maggiormente colpito è quello di Ribera dal titolo "Ragazzo Zoppo" dove viene raffigurato un bambino o meglio uno scugnizzo che nonostate la sua condizione(è con i piedi scalzi,è mal curato....)sorride...Un sorriso che si può interpretare come un modo per superare il male dell'esistenza.

    giulianaguariniello

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    Re: lab. arte e disabilità

    Messaggio  giulianaguariniello il Gio Gen 27, 2011 3:12 pm

    Il quadro che mi ha maggiormente colpito è stato quello di Ribera la donna barbuta perchè rispetto agli altri 2 il ragazzo zoppo e giocatori di skate,l'emozione che ne è derivata non è stata solo di stupore ma direi di "fastidio", è come se il momento magico dell'allattamento che lega il piccolo a sua madre fonte di un rapporto unico, venisse deriso in questo quadro. E' strano pensare che un pittore scelga come tema di un quadro una situazione "irreale", inoltre l'oscurità del quadro rimanda ad un senso di mostruosità che non si adatta alla fase di allattamento. Ho riflettuto su questo quadro tornando a casa e ho pensato a come siamo poco abituati a vedere qualcosa che per noi è impensabile, irreale semplicemente perchè non rispetta i canoni della femminilità. La dolcezza dello sguardo della donna e il piccolo intento a succhiare mi hanno fatto comprendere come Ribera rappresenti questi soggetti non per deriderli, impressione che ho avuto ad un primo impatto, ma per mettere a nudo quei limiti che noi abbiamo di fronte alla diversità e che causano "barriere mentali" anche solo osservando un quadro.Ribera rappresenta qualcosa di difficile accettazione per la sua epoca 1600 e anche per la nostra a dimostrazione del fatto che dopo secoli i problemi non cambiano..diceva Vico corsi e ricorsi storici, ed è vero! E pensare che nel passato i disabili venivano chiusi e isolati dalla scoietà perchè rappresentavano una vergogna,oggi anche se non si trovano in questa condizione probabilmente si sentono sempre e comunque in gabbia a causa di pregiudizi discriminanti.

    giuseppina iavazzo

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    Re: lab. arte e disabilità

    Messaggio  giuseppina iavazzo il Gio Gen 27, 2011 3:24 pm



    Questa canzone la dedicai a mia sorella che all'età di 13 anni fu colpita dall'anoressia. Fino a quel momento non sapevo nemmeno cosa fosse questa malattia e invece,attraverso la sua esperienza, l'ho vissuta da vicino... è un continuo combattere giorno dopo giorno con la morte, è cercare giorno dopo giorno un motivo in più per vivere,per andare avanti in una vita che non ti piace, in un corpo che non senti più tuo e che vuoi cambiare a tutti i costi, anche a costo della tua stessa vita. Oggi mia sorella sta bene elei è l'esempio che dall'anoressia si può guarire...la sua guarigione è stata la sua rinascita e anche la nostra!!!
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    giuseppa passaro

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    anoressia

    Messaggio  giuseppa passaro il Gio Gen 27, 2011 3:35 pm




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    Re: lab. arte e disabilità

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