Psicopedagogia d.ling. Briganti 2010

"Stanza di lavoro della classe" Forum didattico a cura di Floriana Briganti - corso di Psicopedagogia dei linguaggi, att. didattica aggiuntiva Suor Orsola Benincasa Napoli


    lab. arte e disabilità

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    giuseppa passaro

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    anoressia

    Messaggio  giuseppa passaro il Gio Gen 27, 2011 4:13 pm



    Credo che l'anoressia sia un problema serio e molto attuale e che meriterebbe un pò più di attenzione.Credo anche però che si possa guarire da questa malattia,l’importante è volerlo ma soprattutto avere accanto persone che ti amano e che ti sostengono ogni giorno nella lotta per la vita cm ci dimostra il caso di Giuseppina Iavazzo.Personalmente conoscendo la sorella,credo che senza l'aiuto delle persone care forse nn ce l'avrebbe fatta.

    fabrizio.s.liberati

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    Re: lab. arte e disabilità

    Messaggio  fabrizio.s.liberati il Gio Gen 27, 2011 4:27 pm

    descrivere effettivamente cosa sia la bellezza sarebbe solo utopia.

    se prendiamo in considerazione ogni singolo quadro che abbiamo visto e li poniamo alla scaletta che ci ha dato noteremo visioni diverse di bellezze diverse in ogni loro forma fisica e psichica.

    il concetto vero e proprio di bellezza è oltre l'immagine che c'è sulla tela,oltre l'immagine che abbiamo sulla nostra retina di una persona davanti a noi.

    è impossibile potersi avvicinare al concetto di bellezza di una persona diversa da noi poichè anche se esplicato nel miglior modo possibile quel concetto non sarà mai come il nostro o di chiunque altra persona perchè per quanto si possa accettare una visione fisica di una ragazza il concetto successivo che ne deriva[da concetto di bellezza semplicemente fisico ad uno di mostruosita o di normalità] spacca in più parti il concetto stesso della bellezza da oggettiva a soggettiva.

    e proprio grazie a queste visioni che è completamente impossibile definire la bellezza in ambito oggetivo o anche soggettivo se si vuole essere pignoli perchè si può correre il rischio di cadere in incoerenze del nostro ego sui ideali che precedentemente abbiamo creato in noi stessi.

    la bellezza non è definibile è una concezione astratta come il senso della vita non si può dire la si vive

    federica bruno

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    Lab. arte e immagine

    Messaggio  federica bruno il Gio Gen 27, 2011 4:35 pm

    Per quanto riguarda il quadro di Ribera "Lo Storpio", io credo che sia molto significativo il fatto che il soggetto sorrida. L'attenzione viene canalizzata sul sorriso e questo probabilmente sta ad indicare la volontà del pittore di evidenziare il fatto che anche se il soggetto presenta delle menomazioni fisiche ha comunque la forza di sorridere alla vita.

    federica bruno

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    anoressia

    Messaggio  federica bruno il Gio Gen 27, 2011 4:45 pm

    Dopo aver ascoltato la storia di ISABELLE CARO, mi è venuto un piccolo senso di colpa. Molte volte mi guardo allo specchio e mi accorgo di avere qualche chilo in più, cerco di mangiare di meno, elimino dei pasti, ma poi non resisto..la mia golosità ritorna più feroce di prima. Quando ho visto i cartelloni della modella per strada, non sono riuscita a mantenere lo sguardo, era impressionante. E allora mi sono detta che forse avere qualche chilo in più non è proprio un dramma, forse non sono io la persona fuori posto, forse le ragazze che vediamo in tv sono solo vittime di una società che ci impone un "modello di perfezione" che non corrisponde alla realtà.

    orsolina dell'aversano

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    Re: lab. arte e disabilità

    Messaggio  orsolina dell'aversano il Gio Gen 27, 2011 4:51 pm

    Tra i quadri che ci sono stati presentati quello che più mi ha colpito è stato quello di Ribera"il ragazzo zoppo"perchè nonostante la sua menomazione fisica sorride alla vita con una tale dolcezza e semplicità tale da far trasparire la sua indifferenza a ciò che le persone possano pensare di lui.

    orsolina dell'aversano

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    Re: lab. arte e disabilità

    Messaggio  orsolina dell'aversano il Gio Gen 27, 2011 5:06 pm

    Purtroppo, la nostra società propone continuamente modelli stereotipati di bellezza condizionando soprattutto i giovani che ne pagano le conseguenze . Ad esempio, lo stereotipo bellezza = Magrezza che ha portato Isabelle Caro alla morte e che conduce molti a condizioni di disagio sociale,affettivo e psichico e ne casi più estremi ad un' anoressia cosi forte da togliere la vita.

    Amalia Di Tella

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    Re: lab. arte e disabilità

    Messaggio  Amalia Di Tella il Gio Gen 27, 2011 5:55 pm

    L'immagine che più è rimasta impressa nella mia mente è quella di Isabella Caro.Purtroppo già conoscevo questa ragazza tramite la controversa campagna pubblicitaria del fotografo Oliviero Toscano per la quale aveva posato nuda qualche anno fa. Il mio pensiero,come allora, è che si tratta di una ragazza "assassinata" dalla società in cui viviamo;una società che punta sempre di più a cose futili come l'immagine, il denaro e la popolarità.

    Serao Concetta Letizia

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    Re: lab. arte e disabilità

    Messaggio  Serao Concetta Letizia il Gio Gen 27, 2011 8:01 pm

    Tra i quadri visionati quello che mi ha colpito di più è la tela di Ribera "il ragazzo zoppo", che mostra la libertà dell'artista a trattare un tema originale decisamente fuori galle righe,in quanto difficilmente viene data tanta dignità e onore ad un povero storpio.
    Guardando questa tela si nota un corpo deforme, irregolarità dei piedi, ma nonostante ciò come si può notare dal viso il giovane ragazzo non si è lasciato abbattere,anzi il suo sorriso è da insegnamento x tutti che la felicità è dentro di noi nel profondo del cuore e non nell'aspetto esteriore

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    Re: lab. arte e disabilità

    Messaggio  Maria Michela Oliviero il Gio Gen 27, 2011 8:45 pm

    Il quadro che maggiormente mi ha colpito è stato "Ragazzo zoppo" di Ribera.
    La tela mostra innanzitutto la libertà dell' artista di fronte alla trattazione di un tema reso in modo originale e decisamente fuori dalle etichette rappresentative. Osservando il quadro, ciò che subito si evidenzia è il sorriso dello scugnizzo, il quale non si è lasciato abbattere dal brutto scherzo giocatogli dalla natura. Penso che il suo sorriso, unito alla sua forza d' animo, rappresenti la vera bellezza.
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    Maria Cristina Mezzacapo

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    Re: lab. arte e disabilità

    Messaggio  Maria Cristina Mezzacapo il Gio Gen 27, 2011 10:20 pm

    Nel dipinto il ragazzo zoppo di Ridera si nota sicuramente la massima liberta dell'artista, infatti, si sofferma sui particolari come i denti anneriti,ed è stata la prima volta che ho visto un omaggio ad un povero ragazzo zoppo. SI nota dal suo sorriso che lui non si sente diverso dalle persone normodotate e sicuramente il pittore vuole rappresentare l'epoca in cui viveva.
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    Maria Cristina Mezzacapo

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    Re: lab. arte e disabilità

    Messaggio  Maria Cristina Mezzacapo il Gio Gen 27, 2011 10:28 pm

    Altro dipinto che ci è stato proposto è statoquello della donna barbuta. in un primo momento ho fatto molta fatica a capire se era veramente una donna e poi ha suscitato un po di impressione, perchè non ho mai visto una donna che allatta il suo piccolo con la barba.
    Nella tela che esaminiamo: Donna barbuta col marito (063), oggi a Toledo presso la fondazione Medinacoeli, il pittore ci rende partecipi di un’aberrazione della natura, ritraendo Maddalena Ventura, una donna abruzzese maritata e madre di molti figli, intenta ad allattare l’ultimo nato, pur munita di una faccia totalmente virile, di una folta barba e di un torace egualmente peloso, da cui protrude una mammella ripugnante, gonfia di latte, in grado di spegnere per lungo tempo qualsiasi desiderio erotico in chicchessia. Sulla destra della composizione una lunga epigrafe descrive dettagliatamente la storia paradossale di questa coppia, ripresa dal vero nell’atelier del Ribera in cinque giorni di lavoro.
    In primo piano una conchiglia, notorio simbolo ermafrodito o forse, più probabilmente, si tratta di un arcolaio con fili di lana, a rimembrare una tipica occupazione femminile, in stridente contrappasso con la paradossale mascolinità della donna.
    Un’oscurità densa e drammatica avvolge i due coniugi, mentre il volto rassegnato del marito è raffigurato con toccante intensità. Le fisionomie dei coniugi sono scolpite con magistrale virtuosismo e restano impresse nella memoria, quanto e più della sferica mammella verso la quale, inconsapevole, rivolge le sue attenzioni l’innocente frugoletto.
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    Maria Cristina Mezzacapo

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    Re: lab. arte e disabilità

    Messaggio  Maria Cristina Mezzacapo il Gio Gen 27, 2011 10:38 pm

    nel dipinto Anita Berber l'artista ci fa notare utilizzando il colore;forte;rosso tutta la grinta che possedeva la ballerina, e mette in risalto anche le sue forme e il suo trucco risulta essere molto marcato forse con quel suo modo di truccarsi voleva esprime la sua grinta. E' stata la prima ballerina a danzare nuda nella Germania di Weimar. Diviene rapidamente celebre per il suo essere scandalosa, ambigua, bisessuale e per il suo smodato uso di droghe.La dipendenza della Berber dalla cocaina e la bissessualità di cui non fa mistero, diventano argomento di pettegolezzo pubblico[2]. Si diceva fosse la schiava sessuale di una donna e avesse un'amante di 15 anni, ANCORA UNA VOLTA LE PERSONE AMANO SPETTEGOLARE SULLE PERSO CHE VOGLIONO CERCARE DI EVADERE DA QUELLA REALTà, FACENDO CIO' NN SI RENDONO CONTO CHE PEGGIORANO SOLO LA STUAZIONE.


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    Re: lab. arte e disabilità

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