Psicopedagogia d.ling. Briganti 2010

"Stanza di lavoro della classe" Forum didattico a cura di Floriana Briganti - corso di Psicopedagogia dei linguaggi, att. didattica aggiuntiva Suor Orsola Benincasa Napoli


    lab. arte e disabilità

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    giulianaguariniello

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    Re: lab. arte e disabilità

    Messaggio  giulianaguariniello il Dom Gen 16, 2011 1:44 pm

    Vedere isabelle caro mi ha profondamente scosso. Arrivare a pesare 30 chili perchè stressata dai canoni del mondo della moda, è allucinante. Credo che il suo messaggio sia molto importante per tutte quelle ragazze, adolescenti e non, che giocano con il cibo e con il loro corpo, provocando danni che sono a volte irreversibili. Sarò ripetitiva nei miei messaggi ma la colpa maggiore di questi fenomeni, la attribuisco ai mass media che troppe volte condizionano la vita di noi tutti, entrando nella nostra vita ,nel nostro modo di essere. L'anoressia, come la bulimia, mi fa venire i brividi perchè è causata da meccanismi che fanno scattare molle pericolose nella mente,fino a causare danni nel corpo.
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    Stef Baiano

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    Re: lab. arte e disabilità

    Messaggio  Stef Baiano il Dom Gen 16, 2011 3:57 pm


    Tra i diversi quadri proposti dalla prof quello che mi ha colpito maggiormente è stata l'opera di Otto Dix,"Giocatori di Skat" dedicata ai soldati reduci dal primo conflitto mondiale.Il dipinto rappresenta tre militari divenuti storpi per via della guerra che giocano a carte.
    La vista del quadro ha suscitato in me un misto d emozioni e sensazioni,alcune negative,in quanto ho ripensato alle barbarie che le guerre hanno portato con sè ; ed altre positive,in quanto dal quadro emerge la grande forza di volontà che i soggetti mettono in atto per cercare di riprendere la loro vita,riconducendola ad uno stato di "normalità".

    Bilancio Angela

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    Re: lab. arte e disabilità

    Messaggio  Bilancio Angela il Dom Gen 16, 2011 5:12 pm

    Penso che il Ribera sia davvero un pittore eccezionale in quanto affronta con tanta semplicità e naturalezza ciò che è diverso, non bello, e lo esprime non per meravigliare ma per portare all’attenzione degli osservatori quella parte di umanità che solitamente la società vuole ignorare.
    Tra i quadri proposti, quello che mi ha maggiormente colpito è stato: "uomo zoppo" il quale riesce ad esprimere nel sorriso del ragazzo un'aspetto per me fondamentale, quel sorriso rappresenta per me la capacità di nascondere le difficoltà e i problemi che la vita gli ha dato... concordo pienamente questa "filosofia di vita" anche davanti alle difficoltà cerco di non abbattermi mai e di sorridere sempre...

    N.B.Navigando un pò su internet ho trovato un documento molto interessante sull'arte e la disabilità che vorrei condividere con tutte voi...ecco il link:
    http://www.emscuola.org/labdocstoria/storiae/Rivista/Rivista03/download/storiaE3-2003_06.pdf
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    emanuela v. iadicicco

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    Re: lab. arte e disabilità

    Messaggio  emanuela v. iadicicco il Dom Gen 16, 2011 5:15 pm

    nel quadro di Ribera - ragazzo zoppo il concetto di bellezza lo si ritrova nel sorriso del ragazzo (che rappresenta la Napoli che sorrideva). La normalità è per me la sua semplicità e quotidianità che fa trasparire dal suo volto! mi trasmette una forte emozione positiva perchè CHI SORRIDE HA VOGLIA DI VIVERE...
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    Barbara Morra

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    Lab. Arte e disabilità

    Messaggio  Barbara Morra il Dom Gen 16, 2011 5:18 pm

    In base alla "scheda di analisi" fornitaci per analizzare i quadri visionati in aula, vorrei iniziare da quello di Ribera - Ragazzo zoppo:
    3)in questo quadro non ho colto mostruosità, se non fosse per il titolo non mi sarei accorta della disabilità del ragazzino;
    4) penso che l'autore intendeva trasmettere per la scelta del sogetto (un ragazzino) la semplicità e la forza che solo i bambini hanno;
    7- Cool mi ha trasmesso emozioni positive perchè, per me, il quadro sembra rappresentare l'idea di bellezza, non esteriore ma interiore, ciò si evince dagli occhi e dal sorriso e soprattutto dal fatto che nonostante la sua disabilità il ragazzino sorride alla vita senza abbattersi.
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    emanuela v. iadicicco

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    Re: lab. arte e disabilità

    Messaggio  emanuela v. iadicicco il Dom Gen 16, 2011 5:23 pm

    Il quadro di Ribera - la donna barbuta, è stato molto discusso non avendo nulla di femminile ma è un fatto reale!questa donna,nonostante la sua fisionomia maschile viene ritratta mentre allatta il suo bambino... inizialmente sono rimasta un pò sconvolta perchè guardavo sbalordita il dipinto cercando di capire "il brutto scherzo della natura",però subito sono ritornata in me e ho capito che come ogni mamma,anche quella donna stava compiendo uno dei gesti più belli che esistono verso il suo bambino... l'unica mostruosità è non accettare l'esistenza di queste cose e condannarle a priori.
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    annapaola paduano

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    Re: lab. arte e disabilità

    Messaggio  annapaola paduano il Dom Gen 16, 2011 5:28 pm

    Durante la lezione abbiamo avuto l'occasione di analizzare come la bellezza e la disabilità sono state oggetto di rappresentazione in quadri di autori famosi dell''800 '900 circa.
    I quadri sui quali ci siamo maggiormente soffermati sono stati quattro: due di Ribera: "Ragazzo zoppo" e " La donna barbuta", e due di Otto Dix:"I giocatori di skat" e "ritratto di Anita Weber".
    Per poter commentare ciascun quadro, ci è stata data, come punto di riferimento una scheda d'alalisi, costituita da 9 punti:
    1 concetto di bellezza
    2 concetto di normalità
    3 concetto di mostruosità
    4 cosa intende l'autore
    5 cosa ha inteso il pubblico
    6 cosa rappresenta
    7 cosa trasmette
    8 emozioni positive o negative
    9 critiche personali.

    Il primo quadro, così come ho potuto constatare anche per quanto riguarda le colleghe, è quello che mi è piaciuto di più.
    L'artista ha scelto un ragazzino popolano come protagonista dell'opera, scelta inusuale in un'epoca dove si prediligevano, come soggetti, personaggi appartenenti all'elite napoletana, o comunque rappresentanti la bellezza, la salute, la perfezione.. Chi invece era portatore di qualche malattia o deformità, così come chi era appartenente alla sfera sociale popolare, era totalmente escluso dall'arte così come, se vogliamo, dalla stessa società, che tendeva a renderli una sorta di "invisibili".
    L'autore, invece, ha operato una doppia inusualità, sia perchè ha scelto come protagonista un bambino del popolo, e sia, anche e soprattutto, perchè tale bambino è zoppo.
    La bellezza del quadro indubbiamente traspare dal sorriso che il bambino sembra quasi rivolgere allo spettatore, quasi a voler simboleggiare lo spirito positivo che contrassegna, se vogliamo, il prototipo del napoletano che, nonostante le avversità che la vita gli riserva, non si lascia travolgere da queste.
    Secondo me, ciò che l'autore ha voluto trasmetterci, è proprio questo: l'iportanza del riuscire ad accontentarsi e vivere la vita senza che l'appartenenza ad una particolare condizione sociale o di salute possa togliere il sorriso.
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    Re: lab. arte e disabilità

    Messaggio  Francesco Di Sciorio il Dom Gen 16, 2011 5:32 pm

    tra i vari dipinti quello che più ha attirato la mia attenzione è quello di Otto dix- giocatori di skat. A primo impatto è difficile capire cosa voglia rappresentare però osservandolo nei dettagli si capisce subito che si tratta di reduci di guerra! l'autore ha voluto rappresentare l'abilità di queste persone nell'usare i piedi,al posto delle mani,per giocare a carte...infatti ad ognuno dei 3personaggi manca o un braccio o le gambe o pezzi del viso!che dire...un dipinto del genere non può trasmettere altro che dolore,ma è bene che le nuove generazioni sappiano cosa hanno vissuto i militari partecipanti ai conflitti mondiali!
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    emanuela v. iadicicco

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    Re: lab. arte e disabilità

    Messaggio  emanuela v. iadicicco il Dom Gen 16, 2011 5:40 pm

    Il quadro della ballerina Anita Berber ritrae la malattia...questa donna tisica e drogata!a prevalere è il colore rosso,lo sfondo,il vestito,le labbra,i capelli, svelando,falsamente,l'immagine della vamp, della "femme fatale" simbolo moderno dell'incontro tra Eros e Thanatos!
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    Barbara Morra

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    Messaggio  Barbara Morra il Dom Gen 16, 2011 5:47 pm

    "Giocatori di skat" di Otto Dix ritrae dei reduci di guerra (che giocano a carte). Si tratta di tre militari che dopo il conflitto mondiale portano adosso i segni di quella "inutile strage".
    Quando è stata proiettata l'immagine di questo quadro, l'ho subito affiancato ad un qualcosa di "mostruoso"; osservare quei corpi mutilati e sfigurati mi hanno trasmesso uno strano effetto che non saprei descrivere con parole.
    Alcuni dettagli mi sono sfuggiti riuscendoli a vedere solo dopo l'intervento della prof. ad esempio non mi ero accorta che quel tubicino che fuoriusciva dalla tempia del primo soggetto a sx, terminava con un amplificatore e che quindi gli serviva per sentire, mentre avevo subito notato che reggeva le carte da gioco con il piede, ricordandomi l'Atzori; non avevo notato che il terzo soggetto a dx aveva perso il naso, ma che aveva invece solo il busto con una protesi di legno al braccio dx e una mantibola di ferro.
    Questo quadro mi ha trasmesso tristezza.
    Ma se dovessi cogliere qualcosa di positivo, mi soffemerei sull'amicizia che lega i tre militari,
    "ritrovarsi insieme nonostante tutto".

    filomena sabatino

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    arte e disabilità

    Messaggio  filomena sabatino il Dom Gen 16, 2011 5:49 pm

    Un'immagine che ho stentato a guardare è stata quella che riproduceva la figura di un'anoressica,un tema purtroppo all'ordine del giorno che esprime tutto il disagio e il malessere giovanile.Forse colpa della società,dei media che trasmettono continuamente immagini di ragazze perfette,bellissime ma soprattutto da imitare,da così tante adolescenti alla ricerca di complimenti,della perfezione fisica,di un canone di bellezza che le porterà solo in un tunnel da cui difficilmente potranno uscire.
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    Barbara Morra

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    Messaggio  Barbara Morra il Dom Gen 16, 2011 6:06 pm

    Altro quadro che mi ha colpito è stato quello di Dix che ritrae la "Ballerina Anita Berber".
    Facendo una breve ricerca... Anita Berber è la prima ballerina a danzare nuda nella Germania di Weimar, divendando rapidamente celebre per il suo essere scandalosa, bisessuale e per il suo uso di droghe.
    Nell'immagine che appare nel quadro si evince una donna vestita di rosso dal trucco pesante dando l'impressione di essere anziana o che sia segnata dalle difficoltà della vita, infine è molta magra. Ed è proprio questa sua magrezza che mi ha ricordato Isabelle Caro (morta di anoressia a soli 28 anni) ho associato la magrezza di entrambe, e anche se i due casi sono distanti nel tempo e hanno avuto una natura diversa penso che hanno in comune la malattia e la sofferenza.
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    Barbara Morra

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    Messaggio  Barbara Morra il Dom Gen 16, 2011 6:47 pm

    Per quanto riguarda "La donna barbuta" di Ribera, la visione di questa immagine mi ha lasciata alquanto perplessa.
    In una prima visione l'ho vista lontana dai canoni della normalità e della bellezza, la donna non mi esprimeva nulla di femminile se non fosse per la vestaglia che indossasse; non sono riuscita a vedere il seno da cui allattava il bambino che stringeva tra le sue braccia, anzi non avevo capito che stesse allattando fino a quando non mi è stato detto.
    Così, tornata a casa, ho fatto una ricerca in rete spinta dalla curiosità e dalla voglia di capire meglio.
    Ho trovato un'altra immagine (che allego sotto) che mi ha dato una diversa visione di questo quadro.
    Ho potuto cogliere, questa volta, la bellezza che risiede "dal mio punto di vista" nell'allattamento, in quanto atto di grande amore di una madre verso il proprio bambino.


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    mariacannavale

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    Re: lab. arte e disabilità

    Messaggio  mariacannavale il Dom Gen 16, 2011 6:50 pm

    Il quadro che mi ha particolarmente colpito e “fatto impressione” tra quelli proposti, è stato “La donna barbuta” di Ribera. L’opera ritrae Maddalena Ventura, una donna abruzzese realmente esistita, dai tratti a dir poco mascolini e con una folta barba mentre allatta uno dei suoi figli. A differenza dell’altra opera di Ribera “Ragazzo zoppo”, questo quadro esprime appieno il disagio della donna e del marito, disagio accentuato dai colori scuri e dalle espressioni tristi dei soggetti.
    Ciò che mi viene da pensare vedendo quest’opera, è che nonostante la diversità di questa donna, essa si sia sposata ed abbia avuto molti figli mentre non so come sarebbe stata accettata una situazione del genere ai tempi nostri.

    giuseppe

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    Re: lab. arte e disabilità

    Messaggio  giuseppe il Dom Gen 16, 2011 7:08 pm

    il quadro di ribera dello zoppo mostra un personaggio del popolo, rappresenta la povertà e insieme la mostruosità. la sensazione che più mi ha colpito è appunto quella dell'esatta rappresentazione del popolo e della povertà mostrando la disabilità del soggetto raffigurato
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    emanuela v. iadicicco

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    l'anoressia - isabelle caro

    Messaggio  emanuela v. iadicicco il Dom Gen 16, 2011 7:20 pm

    Isabelle Caro soffriva di anoressia nervosa. Nel 2006 arrivò a pesare 25kg e cadde in coma! diviene famosa dopo aver posato nuda per una controversa campagna pubblicitaria (uno spot anti-anoressia). Questa foto aveva fatto molto discutere in quanto ritenuta troppo esplicita e scioccante!purtroppo questa malattia colpisce prima nella testa e poi nel corpo... l'unica cosa ke penso è ke non dobbiamo mai puntare il dito e non pensare ke le cosa accadano sempre agli altri... la mente umana è debole,basta un semplice shock, una preoccupazione in più o qualcosa andato storto... ed è a quel punto ke si cade in questo tunnel "buio"!!! Sad
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    Maria Cristina Mezzacapo

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    Re: lab. arte e disabilità

    Messaggio  Maria Cristina Mezzacapo il Dom Gen 16, 2011 8:05 pm

    il quadro che mi ha colpito tra quelli proposti è stato quello di OTTO DIX "Giocatori di skat".
    Questo quadro, parte di una serie dedicata ai reduci di guerra come "Prager Strasse (dedicato ai SUOI compagni)" e "Storpi di guerra", rappresenta tre militari dopo il primo conflitto mondiale che giocano a carte.
    Possiamo notare gli effetti che la guerra ha prodotto su di loro: a partire da sinistra notiamo il primo, al quale manca il braccio destro e quello sinistro è stato sostituito da una protesi in legno; al posto della gamba sinistra si ritrova un bastone di legno nero e usa quella destra per tenere le carte; e per poter sentire i compagni è costretto a ricorrere ad un tubicino inserito nell'orecchio destro che è collegato ad un piccolo corno sul tavolo e non ha l'occhio destro.
    Il secondo, al centro, ha una parte del cranio ricucita con del metallo; non ha nè le braccia, infatti tiene le carte con la bocca, nè le gambe, diventate due bastoni di legno nero; parte della mandibola è di ferro ,ha un occhio di vetro e ha una placchetta metallica all'orecchio sinistro.
    Il terzo, sulla destra, è solo un busto con una protesi di legno al posto del braccio destro; ha perso sia il naso che la mandibola, sostituita da una metallica.
    E ancora una volta la poca intelligenza delle persone ha dato il suo esito negativo!!!non c'è bisogno di ricorrere ad armi e ridurre persone normali in persone diversamente abili. a volte nn è solo la natura ad essere "cattiva " con gli esseri viventi ma anche le persone stesse!!!
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    Valeria Orefice

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    Lab. arte e disabilità

    Messaggio  Valeria Orefice il Dom Gen 16, 2011 8:28 pm

    Tra i quadri visionati Ragazzo storpio non ha destato in me particolari sensazioni, se non fosse per quel piede un po' gonfio non si noterebbe neanche che il ragazzino è storpio, ed anzi il suo viso sorridente, il suo corpo paffuto non rimandano ad un'immagine di malattia. Ho invece apprezzato l'accostamento del quadro alla città di napoli, perchè anch'io spesso mi raffiguro la nostra città come una bellissima donna, violentata ingiustamente dai suoi abitanti.
    Due quadri mi hanno invece particolarmente colpita. In primo luogo, Donna barbuta di ribera, dove la femminilità della donna è totalmente annullata dalla folta barba che le copre il viso. Il gesto dell'allattamento, così intimo e femminile, appare vanificato dalla folta e scura barba, appare un dettaglio rispetto alla peluria, nonostante i due elementi dovrebbero avere nell'economia del quadro lo stesso valore. Infine, Giocatori di Skate di Otto dix: la tecnica dadaista esalta le mutilazioni dei tre giocatori, invalidi di guerra. Sarà brutto dirlo, ma ho provato un immediato senso di repulsione, la quotidianità della scena rende ancora più stridente il confronto con le mutilazioni e le trasfigurazioni del volto. Ed immediatamente e banalmente ho pensato che tutto ciò era la colpa della guerra, che la guerra non dovrebbe esistere. Credo che il messaggio positivo del quadro sia proprio nella volontà di comunicare con chiarezza le disastrose conseguenze della guerra, senza volerle censurare, senza piegarsi a quella cultura del bello e della perfezione fisica che dominerà poi proprio la Germania fascista.
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    Valeria Orefice

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    Re: lab. arte e disabilità

    Messaggio  Valeria Orefice il Dom Gen 16, 2011 8:40 pm

    Valeria Iaquinto ha scritto:Sarò breve, perchè devo andare a prendere la metropolitana. Ci tenevo a portare al centro una discussione, su cui mi piacerebbe discutere con voi.
    Sarò sincera, la morte di questa ragazza non mi ha sorpreso tanto. Insomma non è la prima e, purtroppo, non sarà l'ultima a morire per l'anoressia. Restando sulla tematica dei quadri, l'apparenza riuscirà troppe volte a vincere ancora sulla vita, anche quando la vita decide di combattere, come quella di Isabell Caro, simbolo della lotta contro l'anoressia.
    Quello che mi spaventa davvero è che oggi in rete si trovano troppi siti di persone che desiderano di essere anoressiche, che danno consigli su come arrivare ad essere solo ossa. In rete, cercando e neanche con troppa fatica, si aprono troppe pagine di siti e blog "pro-ana" cioè proanoressia, ma anche video.
    Riporto da una pagina di Blog (http://domanisaraungiornomigliore.blogspot.com/2008/06/i-dieci-comandamenti-di-ana.html) i 10 comandamenti ana.
    I 10 Comandamenti:
    1) Se non sei magra, non sei attraente;
    2) Essere magri è più importante che essere sani;
    3) Compra dei vestiti, tagliati i capelli, prendi dei lassativi, muori di fame, fai di tutto per sembrare più magra;
    4) Non puoi mangiare senza sentirti colpevole;
    5) Non puoi mangiare cibo ingrassante senza punirti dopo;
    6) Devi contare le calorie e ridurne l' assunzione di conseguenza;
    7) Quello che dice la bilancia è la cosa più importante;
    8)Perdere peso è bene, guadagnare peso è male;
    9) Non sarai mai troppo magra;
    10) Essere magri e non mangiare sono simbolo di vera forza di volontà e autocontrollo.
    Nella stessa pagina si legge "Visitatrici, visitatori.. scrivo questo blog per sostenermi, per sostenervi.. per cercare insieme di raggiungere i nostri traguardi! Per farlo pero' ho bisogno di tutti voi.. scrivetemi in tanti!"
    E anche alcuni titoli come "depressione" e "perchè esistono i genitori". Sono persone che desiderano amicizia e che si sentono sole, persone malate che vanno aiutate con tutte le forze possibili, anche se forse più che arrivare a curarle, bisognerebbe riuscire a prevenire questa loro situazione di disagio. La famiglia anche in questa problematica è al primo posto, perchè spesso queste persone vivono situazioni familiari difficili.
    Ora scappo al corso. Baci.



    Quest'elenco è agghiacciante, se ne avverte subito la capacità di sottile persuasione psicologica...in una persona già emotivamente scossa e psicologicamente debole non ci vuole proprio nulla perchè quest'elenco di propositi diventi un comandamento dall'osservanza rigorosa...ho sempre evitato l'anoressia, è un argomento che mi colpisce di più di quello dell'handicap, sarà perchè in un certo senso uno "se la va a cercare", sarà perchè le malattie psicologiche sono più subdole e più difficili di quelle fisiche, proprio perchè invisibili e nascoste, sarà perchè per alcuni anni ho fatto danza e ho visto la gente non mangiare, ho visto la gente mangiare omogenizzati e mangiare il pane azzimo perchè gonfiano di più e ha meno calorie, ho visto la gente dimagrire a vista d'occhio e giurare di mangiare, ho visto la gente vomitare, ho visto la gente rincorrere la 40 prima, poi la 38, poi la 36...la gente finire in ospedale, sparivano per mesi, perchè stavano male, tornavano, giuravano che stavano meglio e poi di nuovo daccapo... ho visto le loro vene diventare più spesse dei loro muscoli...ho visto gente ammettere che la vita era un peso e diventare invisibili era gratificante...conoscevo la storia di Isabella Caro e la campagna fotografica del grande Oliviero Toscani, ma conosco anche la storia di tante ragazze che nessuno racconta, che ognuno continua a tacere...

    di gregorio patrizia

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    Re: lab. arte e disabilità

    Messaggio  di gregorio patrizia il Dom Gen 16, 2011 9:19 pm

    Guardando il quadro di RIBERA, mi è subito venuto in mente la ballerina SIMONA ATZORI, che anche lei, come il ragazzo rappresentato nel quadro, guarda alla vita " sorridendo " ..........

    Mariarosaria Sgariglia

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    Re: lab. arte e disabilità

    Messaggio  Mariarosaria Sgariglia il Dom Gen 16, 2011 9:19 pm

    Non mi era mai capitato di soffermarmi a vedere dei quadri che raffigurassero soggetti disabili. Sono rimasta molto colpita da quelli visti in classe ed in particolar modo dal quadro di Ribera "La donna barbuta", che raffigura una donna molto barbuta con in braccio un bambino e con il seno scoperto. Per questo quadro ho analizzato tre quesiti presi dalla scheda di analisi:
    3. Concetto di Mostruosità?
    A mio avviso la mostruosità sta nella presenza di elementi contrastanti: barba- seno.
    4. Cosa intendeva l'autore?
    Penso intendesse rappresentare la rarità di questo caso, infatti il quadro rappresenta una personaggio reale.
    7. Cosa trasmette?
    Appena la prof ci ha mostrato il quadro, il mio primo sentimento è stato quello di provare "paura", infatti per qualche secondo gli occhi sono rimasti fissi sull'immagine, forse proprio per la presenza di un volto maschile con un seno e col bambino in braccio.
    E' una visione di normalità alternativa della donna.
    Tra le immagini dei quadri che ho visto sicuramente quello del Ragazzo Zoppo di Ribera mi ha "scioccato" di meno, forse perchè più vicino alla "normalità".
    Su questo quadro ho risposto ai seguenti quesiti:
    1.Concetto di bellezza?
    A mio avviso tutta la bellezza è posta sul volto del bambino, che con tanta solarità riesce addirittura ad "annebbiare" il suo problema muscolare.
    4. Cosa intendeva l'autore?
    Nonostante le difficoltà fisiche- economiche (quest'ultime riscontrabili nei vestiti rotti), l'autore ha rappresentato un bambino che sorride alla vita che non si ferma dinanzi alle difficoltà, ma che al contrario con tanta serenità riesce a superarle.


    laura.santopaolo

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    Re: lab. arte e disabilità

    Messaggio  laura.santopaolo il Dom Gen 16, 2011 9:27 pm

    Nello “zoppo” Ribera mette in risalto la plebe napoletana. Il bambino sembra un lazzaro, di cui Napoli era piena al tempo del Ribera. Il quadro trasmette la povertà estrema in cui viveva la plebe ma anche la inconsapevolezza di questo stato attraverso il luminoso sorriso. La bellezza del quadro è la spontaneità dell’espressione, la sua vivacità e la sua furbizia.
    Nella “donna barbuta” vi riscontro una forte mostruosità qual’è l’essere donna ma con connotati fortemente maschili. Il quadro, rappresenta un caso più unico che raro. Ribera, così come aveva già fatto con il quadro esaminato prima, mette in risalto una condizione umana che nessun’ altro pittore del suo tempo avrebbe mai pensato di rappresentare, portando così, alla conoscenza dei più, tale situazione. A Siviglia ho visto questo quadro che si trova in una chiesa, ma è collocato in una posizione che non gli rende merito poiché non è illuminato bene. L’emozione è stata di sgomento, proprio per l’inusualità dell’argomento trattato.
    Nel quadro di Otto Dix “Invalidi di guerra” è il concetto di normalità dei personaggi che giocano normalmente e serenamente, nonostante le loro invalidità, che mi ha colpita. Il quadro è tutto teso alla rappresentazione della distruzione dell’umanità provocata dalla Guerra Mondiale
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    foglia carmelinda

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    Re: lab. arte e disabilità

    Messaggio  foglia carmelinda il Dom Gen 16, 2011 10:29 pm

    Nel dipinto di Ribera, lo storpio occupa tutto lo spazio della tela ed è osservato da una posizione ribassata che conferisce al suo piccolo corpo deforme un'insolitarnonumentalità, Il punto di vista ribassato pone in primo piano proprio l'irregolarità dei piedi, resi con una minuzia descrittiva che non ha nessuna intenzione derisoria, né risponde al gusto per il grottesco e per l'insolito che il pittore aveva mostrato in una serie di disegni giovanili. Vi è, semmai, come in altre tele consimili dipinte da Velazquez, una sentita partecipazione per la situazione del ragazzo, che non diviene pretesto per un 'indagine crudemente realistica, bensì un' occasione per riaffermare un sentimento di fiduciosa solidarietà per il mondo degli stracci ani e dei diseredati ben presenti nella realtà napoletana del tempo.
    Tanto più che questo scugnizzo non si è lasciato abbattere dal brutto scherzo giocatogli dalla natura ed anzi riesce a sorrideme annullando, con la sua gioviale irriverenza e cordiale comunicatività, quel carattere di convenzionalità tipico della ritrattistica ufficiale e di parata secondo i canoni della quale Ribera ha realizzato, con intenzione anche provocatoria, questo dipinto.

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    di iorio antonella

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    arte e didabilità

    Messaggio  di iorio antonella il Dom Gen 16, 2011 11:14 pm

    La presentazione dell'imaggine di Pere Borelle,
    http://salute.leiweb.it/diagnosi-e-cure/10_g_arte-quadri-malattia.shtml

    Scienza e cultura
    La medicina nell'arte
    Collassi, ipertiroidismo e autopsie: ecco come malattie e interventi sono raccontati in alcune opere famose


    Occhi sporgenti
    Il modello salta fuori dalla tela, per scappare alle possibili recensioni negative dell'opera, in Sfuggendo alla critica di Pere Borrell del Caso (1874, Banco de España, Madrid). Oltre all'effetto trompe-l'œil, colpiscono i suoi occhi sporgenti. Si tratta di esoftalmo, dovuto a traumi, tumori o all'ipertiroidismo.

    Non sapevo l'esistenza di ques'opera e mi ha copito tanto; quest'opera è un esempio di come la medicina e la malattia sono state dipinte da pittori di tutte le epoche.


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    PellegrinoDomenica

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    Re: lab. arte e disabilità

    Messaggio  PellegrinoDomenica il Lun Gen 17, 2011 9:42 am

    La bellezza rappresentata da questo quadro esprime un concetto di bellezza dell’epoca cui si riferisce; senza quel seno scoperto,è davvero difficile capire che si tratti di una donna con una barba,sembrano due uomini alle prese con un bambino di pochi mesi. L’allattamento riesce ad armonizzare la figura espressa,ad esprimere nonostante la “diversità di donna” a cui siamo abituati,l’idea di femminilità,e ad esprimere in modo naturale quel contatto naturale che si viene a creare tra madre e figlio nel gesto dell’allattamento.

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    Re: lab. arte e disabilità

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